La sclerosi multipla remittente-recidivante (SMRR) è la forma più comune di SM, caratterizzata da episodi acuti (ricadute) seguiti da periodi di stabilità. Le terapie modificanti la malattia (DMT) disponibili oggi sono molto efficaci, e molte di esse richiedono somministrazioni iniettive che l'infermiere domiciliare esegue con competenza professionale.
L'infermiere domiciliare per la SM gestisce: le iniezioni sottocutanee o intramuscolari di interferone beta (Avonex, Rebif, Betaferon), glatiramer acetato (Copaxone), e ofatumumab (Kesimpta), l'infusione endovenosa di natalizumab (Tysabri) in collaborazione con il centro SM, il monitoraggio degli effetti avversi (sindrome simil-influenzale da interferoni, reazioni locali da glatiramer, leucopenia da cladribina).
La gestione delle ricadute acute prevede la somministrazione di metilprednisolone endovena ad alto dosaggio (1g/die per 3-5 giorni): l'infermiere domiciliare esegue questa procedura in sicurezza, monitorando la pressione arteriosa, la glicemia e i segni di ritenzione idrica tipici della terapia steroidea ad alto dosaggio.
Il supporto ai disturbi vescicali, frequente comorbilita nella SM, include il cateterismo intermittente pulito, la gestione dell'urgenza minsionale con farmaci anticolinergici, e la collaborazione con l'urologo per ottimizzare la terapia della vescica neurogena.
📚 Evidenze scientifiche
- Montalban X. et al. (2018). «ECTRIMS/EAN Guideline on the pharmacological treatment of people with multiple sclerosis». Multiple Sclerosis Journal, 24(2), 96–120.
- Kappos L. et al. (2006). «Long-term effect of early treatment with interferon beta-1b». Neurology, 67(6), 944–953.
- AISM (2023). «Linee guida per la gestione della sclerosi multipla in Italia». Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Genova.