La prostatectomia radicale, sia laparoscopica che robotica, è l'intervento di scelta per il tumore alla prostata localizzato. Il periodo post-operatorio richiede un'assistenza infermieristica attenta, soprattutto per la gestione del catetere vescicale e il recupero del controllo urinario.
L'infermiere domiciliare post-prostatectomia gestisce: la cura del catetere vescicale a permanenza nelle prime 2-3 settimane post-intervento (pulizia del meato uretrale, monitoraggio delle caratteristiche delle urine, prevenzione delle infezioni urinarie), la medicazione della ferita laparoscopica o del drenaggio residuo, e il controllo dei parametri vitali con attenzione a possibili sanguinamenti.
Dopo la rimozione del catetere, inizia il lavoro sulla continenza urinaria: l'infermiere insegna gli esercizi del pavimento pelvico (esercizi di Kegel), monitora i progressi e collabora con il fisioterapista uroginecologico per un recupero ottimale. La maggior parte dei pazienti recupera una buona continenza entro 3-12 mesi dall'intervento.
La gestione della disfunzione erettile post-prostatectomia è un aspetto delicato che l'infermiere affronta con professionalità e discrezione: fornisce informazioni sulla riabilitazione erettile (inibitori della PDE5, vacuum device) e indirizzerrà il paziente verso l'andrologo di fiducia.
📚 Evidenze scientifiche
- Mottet N. et al. (2021). «EAU Guidelines on Prostate Cancer». European Association of Urology, Arnhem.
- Anderson C.A. et al. (2015). «Conservative management for postprostatectomy urinary incontinence». Cochrane Database, 2015(1), CD001843.
- SIURO (2022). «Linee guida per il follow-up post-prostatectomia radicale». Societa Italiana di Urologia Oncologica, Roma.