La dialisi peritoneale domiciliare (DP) è una modalità di terapia sostitutiva renale che consente al paziente con insufficienza renale cronica terminale di dializarsi a casa propria, evitando i tre-quattro accessi settimanali in ospedale richiesti dall'emodialisi. In Italia, la DP copre circa il 15% dei pazienti dializzati, con potenziale di crescita grazie al supporto dell'assistenza domiciliare infermieristica.
L'infermiere domiciliare specializzato in nefrologia supporta il paziente in dialisi peritoneale con: formazione e verifica della tecnica di scambio manuale (CAPD) o con ciclista automatico (APD), gestione e medicazione del catetere di Tenckhoff, riconoscimento precoce dei segni di peritonite (liquido di scarico torbido, dolore addominale, febbre), e supporto nel monitoraggio dei parametri biochimici (creatinina, elettroliti, albumina).
Il supporto nutrizionale nel paziente dialitico è cruciale: la dieta iperproteica, ipopotassiemica e con controllo dei fosfati richiede un'educazione continuativa da parte dell'infermiere, che collabora con il dietista nefrologico del centro di riferimento.
La qualità di vita nei pazienti in dialisi peritoneale domiciliare è generalmente superiore rispetto all'emodialisi ospedaliera, con maggiore flessibilità negli orari, possibilità di lavorare e viaggiare, e minor dipendenza dalla struttura sanitaria.
📚 Evidenze scientifiche
- Jager K.J. et al. (2019). «A single number for advocacy and communication». Kidney International, 96(5), 1048–1053.
- Brown E.A. et al. (2016). «Peritoneal dialysis versus assisted peritoneal dialysis». Peritoneal Dialysis International, 36(5), 483–490.
- Societa Italiana di Nefrologia (2022). «Linee guida per la dialisi peritoneale domiciliare in Italia». SIN, Roma.