Le malattie neurologiche croniche come il Parkinson e la sclerosi multipla richiedono un'assistenza infermieristica specializzata, continuativa e adattiva. La natura progressiva di queste patologie implica un piano di cura in continua evoluzione, che solo un approccio domiciliare può garantire con la necessaria flessibilità.
Per il paziente parkinsoniano, l'infermiere domiciliare gestisce la terapia farmacologica complessa (levodopa, dopaminoagonisti, MAO-B inibitori), monitorando i fenomeni di wearing-off e le discinesie. Collabora con il neurologo per segnalare variazioni nel pattern motorio e supporta il paziente nella gestione dei disturbi non motori come insonnia, stipsi e disfagia.
Nei pazienti con sclerosi multipla, il servizio domiciliare include: somministrazione di farmaci modificanti la malattia per via iniettiva o infusionale, gestione dei disturbi vescicali (cateterismo intermittente pulito), assistenza nelle riacutizzazioni con cicli di metilprednisolone endovena, e supporto fisioterapico per il mantenimento della mobilità.
L'attenzione alla salute psicologica del paziente neurologico è parte integrante dell'assistenza: depressione e ansia sono comorbilita frequenti, e l'infermiere è spesso il primo professionista a riconoscerne i segnali e ad attivare il supporto psicologico appropriato.
📚 Evidenze scientifiche
- Postuma R.B. et al. (2015). «MDS clinical diagnostic criteria for Parkinson's disease». Movement Disorders, 30(12), 1591–1601.
- Thompson A.J. et al. (2018). «Diagnosis of multiple sclerosis: 2017 revisions of the McDonald criteria». Lancet Neurology, 17(2), 162–173.
- Societa Italiana di Neurologia (2023). «Linee guida per la gestione domiciliare del Parkinson avanzato». SIN, Roma.